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Nell'aprile 2002 nasce a Farigliano l'O.N.L.U.S l'Aquilone Farigliano.
La nostra associazione prende vita dalla voglia di un gruppo di persone, di aiutare un sacerdote monregalese, Padre Renato Chiera che da molto tempo opera in Brasile; ci siamo resi conto che il lavoro di questo sacerdote era troppo importante per essere lasciato da solo!!!
Padre Renato si occupa di tanti bambini che vivono nel massimo degrado, nelle favelas delle belle e ricche città brasiliane. Bambini abbandonati su marciapiedi, senza famiglia, senza casa, senza mezzi di sostentamento, oppure bambini sfruttati dalla delinquenza comune o dal più ricco e fiorente mercato della droga, o ancora bambini usati come passatempi sessuali, obbligati a vedere il loro corpo, per potersi sfamare.
La nostra associazione è formata da persone di tutte le età e di varia estrazione sociale.

Padre Renato

Renato Chiera è nato il 27 luglio 1942 a Roracco, frazione del comune di Villanova Mondovì, in una famiglia contadina, quinto di otto figli.
Fin da bambino la sua fantasia lo porta a sognare di compiere viaggi in terre lontane per aiutare popoli meno fortunati. Ad 11 anni snete il desiderio di diventare sacerdote ma, per ben due anni, non sa come dirlo ai genitori. Entrato in seminario si distingue subito ed ottiene brillanti risultati, il 29 giugno 1967 è ordinato prete.
Frequenta l'Università Cattolica di Milano e si laurea a pieni voti in filosofia, supera il concorso ed inizia ad insegnare storia della filosofia al Liceo classico di Mondovì e svolge il suo primo incarico di parroco alla periferia di Mondovì. In particolare si occupa dei giovani e degli studenti, con cui avvia un'esperienza di robusto cammino spirituale, culturale e sociale.
L'esempio di Don Bosco ed il suo lavoro immerso nel mondo giovanile continuano ad affascinarlo, come già era successo da bambino. Ottenuto il permesso dal vescovo, Padre Renato, nel '78, vola in Brasile, dove alla periferia di Rio de Janeiro la diocesi di Mondovì mantiene da tempo una presenza missionaria, a Nova Iguaçù, assumendo la responsabilità pastorale di due numerose parrocchie.
Nella Baixada Fluminense, l'immensa e caotica zone alle spalle della metropoli carioca, viene a contatto con una dura realtà fatta di povertà e violenza. Non puà fare il prete-becchino, di fronte ai troppi morti ammazzati per strada.
Comincia così a denunciare la barbarie degli squadroni della morte che seminano vittime anche e soprattutto tra i ragazzi. Ben presto accoglie nella sua casa i bambini di strada e continua a gridare la sua rabbia.
È costretto a nascondersi, gli sparano, piazzano alcune bombe nella sua casa, uccidono i suoi bambini.
Don Renato non demorde. È tenace come i contadini della sua terra. Continua nella sua dura e coraggiosa avventura. Capisce che deve dare risposte concrete ed intelligenti.

Fonda la "Casa do menor" che oggi conta più di 1000 bambini, 22 comunità, 3 asili, 6 scuole comunitarie, 14 officine professionalizzanti, 8 case-famiglia e 4 mini-ambulatori.